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mercoledì 26 marzo 2014

Recensione di "A cena col vampiro" di Abigail Gibbs

Buongiorno di nuovo a tutti quanti!
A Gennaio, se qualcuno si ricorda bene altrimenti tra poco metto il link, avevo recensito la seconda parte di questo romanzo.
Non si è trattato di un errore ma di semplice pigrizia, perciò eccomi qui tre mesi dopo a darvi la mia opinione sulla prima parte del romanzo, a mio parere migliore della seconda. Il libro è stato tagliato in due soltanto in Italia, per ragioni sconosciute, ma sinceramente la prima parte è molto diversa dalla seconda parte sia per contenuto che per stile, tanto che io avevo pensato fossero state scritte a distanza di un anno, mentre la prima parte era promettente la seconda parte è stata un flop totale, per chi vuole troverete la recensione qui. 
Titolo: A cena col vampiro
Autore: Abigail Gibbs
Pubblicato in Gran Bretagna nel 2012
Pubblicato in Italia nel 2013
Genere: urban fantasy / young adult
Casa editrice: Fabbri Editori
Lingua originale: inglese
Trama: Violet assiste ad un massacro, nella Londra dei giorni nostri, a opera di un gruppo di giovani vampiri, viene rapita e portata nella loro dimora, venendo così a conoscenza di una guerra in corso tra vampiri e umani. Qui conoscerà la famiglia reale vampirica di cui Kaspar, il giovane vampiro a capo del massacro, è l'erede al trono. Quando i vampiri scoprono che lei altri non è che la figlia di un'alta autorità del governo britannico le pongono di fronte una scelta difficile: diventare un vampiro o vivere nella villa per sempre. Ma lei rifiuta restando così a contatto con questi vampiri che sono senza scrupoli e che la disprezzano. Ma tra lei e Kaspar, un ragazzo tormentato su cui pesano molte responsabilità, sembrerà nascere qualcosa.
L'autore: Abigail Gibbs nasce nel Devon, Inghilterra. Ha diciannove anni e studia letteratura inglese alla Oxford University Il primo libro da lei pubblicato è "Dinner with a vampire" il primo della serie Dark Heroine, che in Italia è stato diviso in due libro "A cena col vampiro" e "Io amo un vampiro". Successivamente è stato pubblicato anche il seguito, Autumn Rose, che racconta la storia della prima delle Dark Heroine, Autumn Rose appunto.
Recensione: La prima parte del libro mi era piaciuta tutto sommato, sembrava promettere bene e avevo riposto le mie speranze nel seguito, che giustamente è stato una delusione totale. Partiamo da una premessa per questa recensione: qui siamo nella seconda metà dell'era dei vampiri nella letteratura che se siamo fortunati finirà presto perciò è ancora pieno di ragazzine in piena crisi ormonale che fanno sogni su principi delle tenebre che le renderanno immortali e le libereranno dalla schiavitù della loro triste vita reale, nel frattempo aspettando che il principe delle tenebre si palesi si dedicheranno a riempire la
stanza di nero, viola e rosso, decorata con bare e ossa di plastica, e alla scrittura di poesie dove la morte e il sangue sono i principali personaggi.
Ora immaginate una di quelle ragazzina pubblichi un libro e avrete "A cena col vampiro" e "Io amo un vampiro".
Ma dove sono Sam e Dean quando servono?
In questo libro siamo in piena guerra tra umani e vampiri ma c'è da notare che mentre tutti i vampiri ne sono consapevoli solo alcuni umani sono a conoscenza di questa guerra, gli altri non si accorgono di un emerito cavolo.
Ma parliamo della scena iniziale, Violet resta a guardare nascosta anziché correre a gambe levate non appena vede una trentina di persone in nero dall'aria misteriosa, una qualsiasi persona normale (in pieno possesso delle sue facoltà cognitive) sarebbe corsa via così velocemente da bruciare l'asfalto. Ma si sa, di questi giorni non c'è più istinto di conservazione.
Quando incontra i temuti e terribili vampiri non può fare a meno di notare quanto fossero belli, forti e incredibilmente giovani. E nonostante abbia visto loro cinque uccidere da soli una trentina di uomini armati, squarciando le loro gole, aveva moltissime difficoltà a capire che fossero vampiri.
Ecco, questa è una cosa che odio, quando la verità è lì spiaccicata davanti ma le protagoniste sono troppo sceme per capirla. 
Allora questi vampiri quando la vedono non la uccidono mica, noooo sarebbe una mossa troppo saggia, decidono anzi di portarla alla villa e renderla prigioniera.
In questa villa i vampiri ci danno dentro con alchool, donne, sangue, e chi più ne ha più ne metta. E la protagonista si ritroverà sempre picchiata, morsa e maltrattata, specialmente dal principe Kaspar, e costantemente a rischio stupro. Nonostante ci sia un solo vampiro che sembra essere gentile con lei, povero Fabian, lei si innamora di Kaspar (e te pare).
I personaggi non sono tutti malaccio, Violet e Kaspar a parte, specialmente Fabian è quello che mi era piaciuto di più, povero. 
Lo stile tutto sommato mi era piaciuto, buone descrizioni, dialoghi a posto, niente di eccezionale, anzi, ma neanche il libro peggiore che ho letto.
La cosa più stupida, Violet e Kaspar a parte, è il finale dove Violet si dimostra non solo stupida (questo lo avevamo già capito) e non solo del tutto priva di spirito di conservazione (una balla di fieno al confronto è meglio) ma anche affetta da una gravissima e orribilissima Sindrome di Stoccolma. 
Detto questo ho solo due cose da aggiungere: non continuerò la saga neanche sotto effetto di amfetamine e se volete leggete questo libro a vostro rischio e pericolo.
Voto: 4.5/10

domenica 26 gennaio 2014

Recensione di "Io amo un vampiro" di Abigail Gibbs

Ho deciso di postare prima questa recensione e poi quella del primo libro. 
Innanzitutto perché mentre il primo libro l'ho letto diverso tempo fa e  per scrivere una recensione dovrei riprenderlo in mano, questo libro invece è diciamo "più fresco" nella mia già abbastanza scadente memoria.
Ho appresso recentemente che non è solo una mia impressione che il primo libro di questa serie finisca come se mancassero delle pagine, avevo chiesto in libreria se non fosse un errore di stampa, ma la casa editrice ha veramente diviso il libro a metà per allungare il brodo.
Comunque io ho notato diverse differenze tra la prima metà "A cena col vampiro" e la seconda metà "Io amo un vampiro".
Ma questo ve lo spiegherò più avanti.
Titolo: Io amo un vampiro
Autore: Abigail Gibbs
Pubblicato in Gran Bretagna nel 2012
Pubblicato in Italia nel 2013
Genere: urban fantasy / young adult
Casa editrice: Fabbri Editori
Lingua originale: inglese
Trama: In questa seconda parte del romanzo di Abigail Gibbs troviamo Violet che affronta le conseguenze della sua scelta. Ormai è deciso dovrà diventare un vampiro, le uniche domande sono il quando lo diventerà e chi sarà a trasformarla. Nel frattempo a Palazzo si ritrova da sola, solo Kaspar è dalla sua parte, anche quelli che prima sono stati gentili con lei le hanno voltato le spalle. Dovrà sopravvivere con le proprio forze mentre nella corte ci sono diversi scompigli lei dovrà capire chi è e quale è il suo destino.
L'autore: Abigail Gibbs nasce nel Devon, Inghilterra. Ha diciannove anni e studia letteratura inglese alla Oxford University Il primo libro da lei pubblicato è "Dinner with a vampire" il primo della serie Dark Heroine, che in Italia è stato diviso in due libro "A cena col vampiro" e "Io amo un vampiro". Successivamente è stato pubblicato anche il seguito, Autumn Rose, che racconta la storia della prima delle Dark Heroine, Autumn Rose appunto.
Recensione: Prima di tutto devo specificare che non mi è piaciuto per niente il fatto che la casa editrice abbia tagliato a metà il romanzo, la fine del primo mi ha proprio infastidito e mi ha infastidito ancora di più il fatto che la maggior parte degli avvenimenti accadesse nel secondo libro.
Se il primo poco poco mi era piaciuto, non l'ho adorato ma ho letto libri peggiori, il secondo mi ha fatto proprio venire l'emicrania.
Partiamo dalla trama, alla fine del primo libro leggiamo che Violet torna indietro a Palazzo sebbene avesse avuto l'occasione di darsela a gambe, perché? Perché è una ragazzina idiota con una grave sindrome di Stoccolma e un istinto di sopravvivenza praticamente nullo!
Il suo comportamento è senza senso, è ostaggio di una famiglia di vampiri-assassini e lei non solo non sembra terrorizzata ma ha anche un atteggiamento arrogante e avventato nei loro confronti, un comportamento del tutto irreale, nessuno sano di mente avrebbe fatto così in una situazione del genere.
Ma che dico, non è stato solo il comportamento di Violet, ma tutti i personaggi, dal primo all'ultimo, hanno fatto le scelte più stupide e insensate. Dal padre di Kaspar, che prendeva decisioni alla belle meglio, a Kaspar stesso, che se poco poco mi stava simpatico in questo libro l'ho odiato, è diventato un pappamolle senza spina dorsale talmente stucchevole nei confronti di Violet (si innamora di lei da un momento all'altro) da farmi venire una gastrite. Per non parlare di Fabian che nel primo libro è tutto innamorato di Violet, senza accorgersi dei dei sentimenti che la sorella di Kaspar prova per lui, mentre qui non solo odia la protagonista ma sembra follemente innamorato della sorella dell'amico.
La storia è ambientata nell'Inghilterra dei nostri giorni ma a quanto pare in questo libro si viene a sapere dell'esistenza di altri mondi/universi che però non vengono approfonditi, e di altre specie oltre ai vampiri e agli umani, neanche queste vengono approfondite.
Lo stile della scrittrice non è male, la scrittura e scorrevole e si capisce quello che scrive, anche se non ha senso. Una cosa che mi ha infastidita è stata proprio la mancanza di descrizioni, la scrittrice si è concentrata completamente sui due protagonisti, lancia una bomba come "esistono altri universi ed altre specie" per poi tornare sulla coppia, e il lettore resta lì fermo impalato che legge freneticamente le altre pagine per saperne di più su quei mondi e sugli altri popoli ma non trova niente e resta a bocca asciutta beccandosi in compenso altro zucchero dalla coppia tormentata.
La storia tra i due poi per i miei gusti è troppo alla Romeo e Giulietta, una coppia tormentata, le famiglie che si odiano reciprocamente, e il loro grande amore, la loro confusione, ma almeno sono molto attivi, ogni due per tre stanno amoreggiando tranquillamente, in camera, nel corridoio, in sala da pranzo, in cucina, nello studio, nel giardino.
E anche se non dovrebbero farsi beccare insieme sembra che ce la mettano tutta per farsi vedere, addirittura pomiciano nel giardino di fronte alla casa, dove li vedono tutti e dico proprio tutti.
Questo secondo romanzo mi ha proprio innervosito, secondo me la scrittrice si è lasciata prendere dalla foga di scrivere le scene romantiche dimenticandosi che attorno deve costruirci una storia.
Non credo che leggerò il continuo di questa saga, ne ho fin sopra i capelli di Kaspar e Violet, e mi dedicherò a letture che fanno più per me.
Cercherò di postare presto anche la recensione di "A cena col vampiro" per farvi vedere meglio quanto siano differenti tra di loro i due libri, perché se questa scrittrice aveva iniziato bene è presto affondata, e il tutto nello stesso libro.
Un peccato perché come ho già detto il suo stile non è male, riesce a rendere bene i pensieri di Kaspar e Violet, il problema è che anche se resi bene, e a volte sia riuscita a strapparmi qualche sorriso, la storia non ha un senso.
Voto: 4/10

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