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sabato 5 settembre 2015

Recensione di "Confess" di Colleen Hoover

Buongiorno cari lettori!
Per qualche giorno sarò fuori città e la mia presenza sarà un po' scarsa, ma state tranquilli perché ho programmato diverse recensioni di libri letti questo mese, che con mia grandissima gioia non sono pochi. Ma viene a trovarmi un'amica perciò sarò piuttosto occupata.
La prima di queste recensioni è su "Confess" di Colleen Hoover, un acquisto anche abbastanza recente che ho fatto per tentare di rifare pace con il genere romantico ma ahimè non ha funzionato.
Titolo: Confess
Autore: Colleen Hoover
Pubblicato negli USA nel 2010
Inedito in Italia
Genere: new adult, romance
Casa editrice: 
Lingua originale: inglese
Trama: Auburn è una giovane ragazza che si è appena trasferita a Dallas, ha le idee molto chiare su quali sono i suoi obbiettivi e non permetterà che niente e nessuno possa distrarla. Owen è un artista, si concentra molto sul suo lavoro e per questo ha problemi a far durare una relazione. Quando si incontrano per caso nessuno dei due aveva previsto un'attrazione così forte. Ma funzionerà la loro relazione quando entrambi hanno alle spalle un passato difficile? 
L'autrice: Colleen Hoover è una scrittrice statunitense. In quanto a biografia non si riesce a trovare molto neanche cercando nei siti americani. Ha scritto diversi libri, tutti young adult e romance. In Italia sono stati pubblicati "Le coincidenze dell'amore" e "Tutto ciò che sappiamo dell'amore".
Recensione: Se mi seguite da un po' saprete due cose di me: uno, non vado d'accordo con i romanzi rosa (tranne qualche rara eccezione); due, non ho avuto belle esperienze con la Hoover, a eccezione di Tutto quello che sappiamo dell'amore. Ma siccome sono stata convinta a riprovare a riavvicinarmi ai romanzi rosa per far uscire il mio lato romantico, che credo ormai sia rinsecchito, ho preso due libri della Hoover (un bestseller nella categoria), uno di questi è stato Never Never e l'altro Confess. Due libri, due fiaschi totali. Il libro è ambientato a Dallas in Texas ed inizia presentandoci una fantastica protagonista quindicenne che si prodiga a giurare amore eterno al fidanzatino sul letto di morte (iniziamo bene). Nel capitolo successivo sono passati diversi anni e abbiamo una protagonista che è ritornata a Dallas, senza un soldo, con una coinquilina psicopatica. Lo
stile della scrittrice è senza dubbio facile da leggere anche in lingua originale ma in certi punti le interazioni tra i due protagonisti diventavano così melense che non ho fatto altro che saltare pagine. Sarò sincera con voi, inizialmente avevo messo il libro da parte con l'intenzione di non toccarlo mai più ma alla fine mi sono convinta a finirlo, come ho fatto? Ho saltato le parti che non mi piacevano, cioè pagine o capitoli interi, c'erano alcuni pezzi di un'angoscia e di una pesantezza che mi hanno fatto più volte pensare di dare fuoco al libro. Tutti i colpi di scena mi sono sembrati così esagerati da risultare stupidi, erano senza senso, così esasperatamente tragici che mi hanno fatto solo alzare gli occhi al cielo. Ma parliamo dei personaggi: Auburn, doveva essere lei a morire nelle prime cinque pagine. Stupida, troppo sensibile e senza spina dorsale. Una bambola di pezza che dove la lasci resta, senza forza di volontà, si fa' calpestare da chiunque, anzi quasi quasi è lei a chiedere di essere usata come uno zerbino. Ma leggendo dei suoi genitori capisco che si tratta di genetica e non posso che compatirla. I genitori lasciano che la loro figlia venga umiliata, usata e calpestata da una sconosciuta. A quanto pare nessuno conosce l'esistenza di avvocati e polizia, che devono intervenire in determinate situazioni, ma forse la Hoover non ne ha mai visto in vita sua, questo spiegherebbe l'assenza di queste figure in tutti i suoi libri. Owen, un altro martire, il classico ragazzo bello, un artista tormentato incapace di far durare una relazione. Ma tra Owen e Auburn è diverso, è vero ammmore. Bleah... Io odio profondamente l' insta-love e figuriamoci se in questo libro poteva mancare. Due sconosciuti che si innamorano e che nell'arco di due settimane sono pronti a mettere su famiglia. La cosa più assurda è il modo in cui reagisce Auburn quando Owen non la richiama, dopo che si erano conosciuti da un paio d'ore, sembrava che suo marito l'avesse tradita. Per non parlare del sessismo e dello slut-shaming che ho trovato in questo romanzo, vi lascio giusto un assaggio. Sono assolutamente inorridita da questa lettura, rappresenta tutto ciò che una persona non deve fare in vita sua. L'unica parte semi decente è l'arte, ci sono delle immagini tra le pagine del libro, e l'idea che c'è dietro, cioè dei quadri che si ispirano a delle confessioni scritte da sconosciuti che Owen collezione e utilizza per i suoi pezzi. Il plot-twist finale era così scontato che lo avevo intuito a pagina 14. Consiglio questo libro come regalo in occasione del compleanno del vostro peggior nemico oppure da utilizzare per un falò in caso naufraghiate su un'isola deserta. Mi dispiace che questa recensione sia così corta perché potrei scrivere un intero libro commentando ogni singola parola, ma voglio evitare spoiler nel caso qualche anima coraggiosa voglia avventurarsi nella lettura.
Personalmente mi serviranno diversi anni di terapia dallo psicanalista per riuscire a superare questa lettura.
Voto: 2/10 [Due punti solo per la cover e sono generosa]

sabato 6 giugno 2015

Recensione di "Immortal Rules - Regole di sangue" di Julie Kagawa

Buongiorno cari lettori
Siamo alle soglie della fine della scuola, l'estate è alle porte e io come al solito ho una marea di libri da leggere oltre a quelli che dovrei comprare. Ho già fatto la lista della spesa con tutti i titoli che devo assolutamente recuperare.
Naturalmente dovrei anche studiare ma questi sono dettagli che preferirei dimenticare.
Oggi vi spetta la recensione di un libro che ho letto un po' di tempo fa e di cui ho anche il seguito, in lingua originale perché non è stato ancora tradotto, che devo leggere quanto prima, anche se mi sono spoilerata il finale leggendo le trame del terzo volume.
Titolo: Immortal rules - Regole di sangue
Autore: Julie Kagawa
Pubblicato in USA nel 2012
Pubblicato in Italia nel 2013
Genere: distopico, paranormal
Casa editrice: Fanucci Editore
Lingua originale: inglese
Trama: In un mondo post-apocalittico governato dai vampiri, gli umani sopravvissuti all'epidemia del Polmone Rosso hanno il destino segnato: arrendersi ai dominatori ed essere schedati e allevati in cambio del proprio sangue. Decidere di non sottoporsi alla registrazione significa mendicare ai margini della società cercando di di sfuggire ai continui attacchi di mutanti famelici originati dagli esperimenti per debellare il virus. E' questa la realtà in cui Allison Sekemoto lotta per la sopravvivenza come una Non Registrata: i vampiri le hanno portato via la famiglia e tutti i suoi sogni e darebbe qualsiasi cosa per poterli sconfiggere. Ma il giorno in cui tocca a lei essere in pericolo di vita, è proprio un vampiro a darle una possibilità di scelta: morire come umana o diventare ciò che più odia per l'eternità. Allie sceglie di trasformarsi e non sarà facile difendere quel poco di umanità che le è rimasto. 
L' autrice: Julie Kagawa è nata a Sacramento, in California. Da quando ha imparato a leggere non si è più staccata dai libri e ha lavorato in diverse librerie prima di cominciare a addestrare cani, un'altra sua grande passione. Dopo il successo dei primi romanzi ha deciso di dedicarsi interamente alla scrittura. Oggi vive in Kentacky con il marito, due gatti odiosi e un intelligentissimo pastore australiano. Immortal Rules - Regole di Sangue è il primo volume della serie Blood of Eden.
Recensione: Era praticamente da che è stato tradotto questo libro che lo volevo leggere, non trovandolo da nessuna parte mi sono decisa a ordinarlo su internet. Mi aspettavo una lettura abbastanza interessante ma le mie aspettative sono state superate. Innanzitutto la storia è molto ma molto più complicata di quello che traspare dalla trama, il libro è davvero ricco di avvenimenti che tengono il lettore incollato alle pagine. L'ambientazione è davvero interessante e cambia spesso nel corso della storia, visto che la protagonista deve affrontare un lungo viaggio. Le descrizioni sono buone, non ho avuto difficoltà a immaginarmi le scene e mi hanno sempre coinvolta molto, qualche dettaglio in più non avrebbe guastato ma immagino che quasi cinquecento pagine siano abbastanza anche senza aggiungere descrizioni in stile Tolkien. Lo stile dell'autrice mi ha convinto e devo ammettere che la traduzione è buona, molto scorrevole e veloce da leggere, non tanto perché leggero ma perché ricco di colpi di scena e scene d'azione. I personaggi sono molto interessanti, la protagonista mi è piaciuta, un personaggio forte che non si tira indietro di fronte al pericolo, non importa quanto sia in difficoltà cercherà sempre di aiutare e proteggere chi le sta' intorno, anche se questo la farà finire in situazioni non molto piacevoli. Allison nonostante odi i vampiri quando si trova sul punto di morire
sceglie di vivere ad ogni costo, questo suo istinto di sopravvivenza credo sia ciò che la rende davvero reale, onesta con se stessa. E' un'eroina, una guerriera, sempre pronta a combattere e a proteggere i più deboli, anche se questi sono degli ingrati pazzeschi. Non ho approvato tutte le scelte che Allison ha fatto, le capisco ma non le approvo, anche perché spesso si sono rivelate davvero stupide e pericolose, ha un istinto protettivo troppo forte anche nei confronti di persone che magari non l'hanno trattata bene e poi non riesce a capire le vere intenzioni di certi personaggi, insomma alcuni avevano degli atteggiamenti proprio chiari. Il vampiro che trasforma Allie, Kanin, è molto affascinante, non vedo l'ora di ritrovarlo nel prossimo libro, anche se nasconde molti segreti e non abbiamo ancora avuto modo di conoscerlo a fondo. Zeke è un'altro personaggio che si era carino ma personalmente preferisco Kanin, molto leale al suo gruppo, alla sua famiglia, ai suoi principi. Ha molte responsabilità e non vuole deludere il padre, inizialmente lo credevo completamente assoggettato al padre tanto voltare le spalle ad Allison ma più la storia proseguiva più lui è cresciuto e maturato. Suo padre, nonostante il finale, è il personaggio che forse ho odiato di più, dopo Ruth. I personaggi cattivi sono ben caratterizzati, nonostante siano davvero cattivi hanno le loro motivazioni alle spalle e in fondo non li si può biasimare per le loro azioni. I mutanti sono un elemento quasi marginale nella storia ma influenzano gran parte delle azioni e il destino dei personaggi e non nego che più volte nel corso della lettura mi siano venuti dei micro-infarti per colpa loro. Non è una fiaba perciò ci saranno dei morti, molti morti, delle scene abbastanza forti e tanto coinvolgimento emotivo. Tuttavia le morti che ci sono nel libro sono così tante e così fulminee che sinceramente non me la sono quasi presa, diciamo che c'è così tanta azione così concentrata che non c'è tempo per portare il lutto per nessuno. Mi dispiace essermi spoilerata il finale del secondo libro leggendo la trama del terzo, per sapere se andare avanti o meno con la lettura della saga, ma lo leggerò in ogni caso proprio perché adesso sono più determinata che mai a concludere la trilogia. Si sente che questo libro è solo l'inizio, ci sono ancora molte domande per cui cerco risposte e la maggior parte dei personaggi deve ancora essere sviluppata. Lo consiglio a chi è interessato a un mix tra urban fantasy e post-apocalittico sulla stessa onda di I segreti di Coldtown di Holly Black.
Voto: 8/10

giovedì 16 aprile 2015

Recensione di "Prodigy" di Marie Lu

Buongiorno cari lettori!
Oggi vi spetta un'altra recensione, in questo periodo sono molto ispirata e quindi colgo l'occasione, di un libro che ho letto relativamente poco tempo fa, si tratta di Prodigy, seguito di Legend, secondo volume della trilogia distopica scritta da Marie Lu.
Per chi non avesse iniziato questa saga vi avviso che la recensione potrebbe contenere degli spoiler sul primo volume.
Titolo: Prodigy
Autore: Marie Lu 
Pubblicato negli USA nel 2013
Genere: distopico
Casa editrice: Speak
Lingua originale: inglese
Trama: Feriti e in fuga, sono passati sette giorni da quando June e Day sono riusciti a scappare da Los Angeles e dalla Repubblica ancora vivi. Day è creduto morto, ma ad essere stato ucciso è il suo fratello maggiore, ucciso da un plotone d'esecuzione che credeva di uccidere Day. June è una dei più ricercati traditori della Repubblica. In cerca di aiuto di rivolgono ai Patrioti, un gruppo di ribelli determinato a distruggere la Repubblica. Ma possono davvero fidarsi di loro o sono solo diventati delle pedine nella più terrificante delle manovre politiche?
Scusate la traduzione, ma l'ho fatta io cercando di restare quanto più vicina al testo originale. Se la utilizzate siete pregati di indicarne la fonte.
L'autore: Marie Lu è una scrittrice statunitense molto nota per la sua serie Legends. E' nata nel 1984 a Pechino in Cina, successivamente all'età di cinque anni si è trasferita negli USA, Texas, con la famiglia. Ha studiato alla University of Southern California per poi lavorare ai Disney Interactive Studios. Prima di diventare una scrittrice, Marie Lu, è stata un'art designer per un'industria di video giochi. Legend è il primo libro della trilogia, seguito poi da Prodigy e dal capitolo conclusivo della saga, Champion. 
Recensione: Il secondo capitolo della saga, strano ma vero, si è rivelato ancora più avvincente del primo, dal punto di vista dello sviluppo della storia. 
Nonostante la storia prosegua in modo un po' ovvio secondo me è comunque riuscita a catturare la mia attenzione, nonostante avessi già identificato il cattivo non appena è apparso sulla scena. Anche se si cerca in tutti i modi di far apparire i due protagonisti come geniali e attenti a ogni singolo dettaglio, spesso nel corso della lettura mi ha infastidito il fatto che non riuscissero ad accorgersi di una cosa se non alla fine quando ormai era troppo tardi. Avrei spesso voluto urlargli "Duh non lo vedi che hai la risposta lì davanti?". Tuttavia capisco che in alcuni momenti i personaggi potessero essere "accecati" per accorgersi di certi dettagli.
Anche in questo capitolo, come in Legend, la storia si alterna sui punti di vista di June e Day, molto utile visto che ad un certo punto i due si dividono e in questo modo si ha sempre una visione più completa degli avvenimenti. Lo stile è molto scorrevole, e devo dire che ho letto Prodigy molto più velocemente e scorrevolmente rispetto a Legend, forse sono io però che mi sto abituando allo stile dell'autrice.
L'ambientazione è molto varia, anche perché i due personaggi principali si spostano spesso, ma l'autrice riesce comunque a dare sempre una buona descrizione della scena.
June è il mio personaggio preferito, è una ragazza giovane, forte e soprattutto di un ingegno sottile. Tuttavia è pur sempre un'adolescente e la sicurezza in se stessa può vacillare, soprattutto quando c'è di mezzo Day e non riesce a dire una cosa che sia giusta.
Day in questo libro mi è piaciuto di meno, nonostante capissi perfettamente il perché del suo comportamento, mi ha dato fastidio che fosse talmente concentrato sul recuperare suo fratello da mettere tutto il resto in secondo piano o dal non accorgersi di cose palesi. Ripeto che comunque il suo comportamento è perfettamente giustificabile da un punto di vista umano, dopo tutto quello che ha passato, ma è comunque riuscito a darmi fastidio.
Purtroppo l'autrice non è riuscita ad evitare l'immancabile cliché della migliore amica che in realtà ha una cotta segreta, i sentimenti di Tess per Day erano palesi sin dal primo volume ma in questo libro vengono scoperte le carte. Un altro personaggio che mi è piaciuto è sicuramente Anden, l'ho trovato molto tenero, anche se lievemente ossessionato da June. E sono curioso di vederlo anche nel prossimo libro, perché secondo me è un personaggio che merita di essere approfondito. Nonostante la storia in se avesse abbastanza senso che dopo tutto il tempo passato a coprirsi le spalle a vicenda per le strade alla fine uno dei due finisse per provare qualcosa in più per l'altro, non ho comunque gradito.
I personaggi in generale sono ben caratterizzati e ben approfonditi. Ma tuttavia ce ne sono un paio che non mi hanno convinto, la prima è Kaede che mentre in Legend era stata un personaggio marginale, in Prodigy è molto più presente, ma mi è spesso sembrata una pedina che l'autrice ha utilizzato solo per far avvenire delle determinate cose, o per far conoscere in qualche modo ai protagonisti delle determinate cose, alcune sue azioni non mi sono sembrate del tutto in linea con il personaggio. Invece Thomas e il Comandante Jameson sono due personaggi che avrei voluto vedere un po' di più nel corso del libro.
La storia è bella, mi ha preso molto, una delle mie scene preferite è stata la scena tra Thomas e June nella prima parte della storia, molto forte, mi ha davvero colpito. Ma devo dire che anche le scene tra June e Anden hanno sortito il loro effetto. La fine del libro invece mi è sembrata un po' troppo romanzata.
Leggerò sicuramente Champion, il terzo capitolo della saga, anzi sono molto curiosa di sapere come proseguirà la storia.
Voto: 8/10

P.s. Io tifo per la coppia June-Aden, credo che abbia molto più senso.

domenica 23 febbraio 2014

Recensione di "Come una rosa d'inverno" di Jennifer Donnelly

Buon salve a tutti!
Questa settimana è stata strapiena di impegni e lo sarà anche tutto il prossimo mese, perciò voglio scusarmi per eventuali assenze o mancanza di post.
Devo anche sottolineare che la prossima settimana parto in gita scolastica in Spagna!!
E dato che non potrò portarmi dietro il mio caro e buon portatile non potrò pubblicare post :3
Ma cercherò di rendere questa settimana piena di post così da non farvene sentire la mancanza la settimana seguente, o almeno spero.
Ma ecco oggi che vi posto la recensione di "Coma una rosa d'inverno", come avrete ben notato dal libro, che potremmo anche chiamare "Il libro che è piaciuto a tutti tranne me"
ma dato che sono brava e gentile vi spiegherò anche le mie ragioni per aver odiato questo libro con tutta me stessa.
Titolo: Come una rosa d'inverno
Autore: Jennifer Donnelly
Pubblicato in USA nel 2008
Pubblicato in Italia nel 2011
Genere: romanzo storico
Casa editrice: Sonzogno
Lingua originale: inglese
Trama: La storia è ambientata nella Londra del 1900 e segue le vicende di India Jones che dopo la laurea in medicina trova un impiego per il suo tirocinio presso un dottore di Whitechapel. Il suo sogno è aprire una clinica per donne e bambini poveri che non possono permettersi le cure. Anziché puntare sulla ricchezza che potrebbe offrire il lavoro di medico lei vuole aiutare le persone povere e bisognose. E' fidanzata con Freddy Lytton, un astro nascente del parlamento, dall'oscuro passato e che ha dichiarato guerra al crimine londinese.
D'altro canto c'è Sid Malone, capo della malavita londinese, da un passato oscuro e tormentato, è il nemico giurato di Freddy Lytton.
Un giorno viene ferito gravemente e l'unica persona che può aiutarlo è India, il dottor Jones, che dovrà mettere da parte le sue riserve per aiutare un criminale e salvargli la vita.
Ma le loro vite s'intrecceranno in modo inaspettato. 
E continueranno anche le storie di Fiona, la sorella di Sid Malone che credeva un tempo morto e lo conosceva con il nome di Charlie, che durante tutto il libro cercherà  di mettersi in contatto con il fratello per rimetterlo sulla strada giusta, e suo marito Joe, nato e cresciuto nella povertà di Whitechapel che ha a cuore il futuro dei lavoratori.
L'autore:  Jennifer Donnelly è una scrittrice statunitense nata nell'Agosto del 1963. Conosciuta per i suoi libri young adult e romanzi storici. Ha vinto diversi premi per le sue pubblicazioni. Si è laureata in letteratura inglese e storia europea all'Università di Rochester. Il primo libro pubblicato nel 2002 è Humble Pie, in seguito ha pubblicato Tea Rose il primo libro di questa serie.
Recensione: Sinceramente ci sono diversi punti molto buoni in questo libro come l'ambientazione ben descritta e i personaggi ben descritti e caratterizzati ma tutto il resto rende il libro un gran mappazzone (si nota che sto guardando Masterchef Italia?).
Solo a fine lettura ho capito che questo libro era il secondo di una trilogia, a quel punto ho iniziato a sudare freddo dato che solo il secondo libro sono ben 800 pagine e fischia, ma durante la lettura non si notava, infatti la scrittrice ha raccontato bene anche i fatti avvenuti nel libro precedente. Immagino che questo fatto possa aver dato fastidio a chi avesse già letto il primo libro, insomma ritrovarsi per filo e per segno i fatti accaduti nel primo anche nel seguito non è il massimo, perciò questo secondo volume è un accumulo del primo ma dove la trama prosegue anche un pochino.
Questa cosa potrebbe essere un bene per chi come me non ha letto il primo ma si ritrova tutte le informazioni del primo, insomma immaginatevi se in ogni saga che abbiamo letto ci fossero duecento/trecento pagine incentrate sugli avvenimenti del libro precedente, credo che a quel punto le persone appassionate alla lettura sarebbero ben poche.
Questo libro è una soap opera. Questo è il primo grandissimo punto della lista "Perché ripensare a questo libro mi fa venire l'ulcera". 
Ma voglio illustrarvi per bene ogni singolo aspetto che mi ha riportato ai tempi in cui ero bambina andavo a casa di mia nonna e lei stava guardando Beautiful, ci sono tutti i punti per cui questo libro può essere benissimo definito una soap opera su carta stampata.
Punto numero uno: Ai personaggi basta un semplice cambio di vestiti per diventare irriconoscibili, infatti Sid Malone, in più di un'occasione, cambia la giacca o il berretto e i poliziotti non lo riconoscono più. Per esempio nei primi capitoli lui sta rapinando un magazzino e per non essere riconosciuto si mette una tuta da lavoratore. Questa cose è completamente assurda, seguendo questa logica mia madre dovrebbe non riconoscere ne me ne mia sorella ogni volta che ci cambiamo d'abito, e nel  caso di mia sorella succederebbe due tre volte al giorno.

Punto numero due: Immortalità. I personaggi principali sono intoccabili, non muoiono mai. Ora non dico di fare come George R.R. Martin che ci lascia a malapena il tempo di affezionarci ai personaggi per poi ucciderli nel capitolo seguente, ma qui nessun personaggio muore mai, anzi nel caso muoia, dopo un po' risalta fuori perché si scopre che aveva solo inscenato la propria morte, ad esempio Sid Malone fa questo trucchetto due tre volte. Questa cosa è piuttosto pesante perché molto ma molto irreale. Poi anche se gravemente feriti questi personaggi riescono a tornare perfettamente in forma nell'arco di pochi capitoli e scampano alla morte, non importa che si siano beccati venti proiettili in testa, che si siano lanciati dal quarto piano con un proiettile nel polmone, loro sopravviveranno sempre.
In confronto Wolverine è un principiante in fatto di guarigione istantanea, basti pensare a cosa succede a Joe il marito di Fiona.
E anche Charles Mattei del film "L'immortale" sembrerà obsoleto con le sue ventidue ferite d'arma da fuoco e sopravvissuto ad un intervento senza anestesia.



Punto numero tre: Il coma. Questo punto non poteva non mancare. Joe, l'unico personaggio che potrebbe scagionare Sid Malone entra in coma e si risveglia soltanto dopo che Sid ha già inscenato la propria morte, per la seconda volta, per scampare all'arresto.
Io sinceramente mi chiedo come abbiano fatto le persone che l'hanno letto a non aver notato quanto banale sia la storia in realtà
Punto numero quattro: Tradimenti e matrimoni per soldi (wow che originalità, mai sentito niente del genere prima d'ora!). Il fidanzato di India la tradisce con un'amante e vuole convincere la fidanzata a sposarsi il prima possibile perché è al verde e ha bisogno di soldi per mantenere l'amante e la sua campagna elettorale. Poi il fatto che l'amante di Freddy Lytton sia la stessa di Sid Malone è un tocco di classe, giusto per incasinare, aggrovigliare e stropicciare la trama un altro po'. E quella illusa di India, che è troppo impegnata a disegnare frutta e verdura per i poveri, non si accorge di niente nonostante le prove gliele abbiano sbattute in faccia più di una volta.
Punto numero cinque: Figli illegittimi. Anche questo punto merita un applauso per l'originalità. Ora vi faccio un mega spoilerone India rimane incinta di Sid Malone, che però scappa per sfuggire all'arresto per accusa dell'omicidio di Joe e Gemma (l'amante in realtà uccisa da Freddy il fidanzato di India), la polizia scopre l'indirizzo dell'appartamento dove Sid ed India si incontravano in segreto grazie a Gemma che aveva precedentemente seguito i due amanti, Sid crede che sia stata India ad aver detto alla polizia l'indirizzo perché lo credeva responsabile degli omicidi, inscena la sua morte per la seconda volta e scappa in Africa. India scopre di essere incinta e credendo Sid morto decide di sposare Freddy per evitare alla figlia la condanna di figlia nata fuori dal matrimonio. La cosa pazzesca e che nonostante le tecnologie dell'epoca fosse davvero scarse India sapeva sin dalle prime settimane che era incinta di una bambina, magia? Cartomanzia? Sogni profetici? Chi può dirlo.
 In ogni caso il libro è pieno di intrecci, troppi che rendono la lettura interessante per alcuni per altri un mal di testa, cose assurde nonostante l'ambientazione realistica e storica. Non mi pentirò mai abbastanza di aver letto questo libro, il tempo più buttato della mia vita e chi mi segue da un po' sa che i libri brutti non mancano di certo tra le mie letture.

Una piccola parentesi va dedicata alla protagonista: India Jones. Un piccolo appunto ai traduttori, una donna che svolge il lavoro di medico si chiama "dottoressa" non "dottore". 
Ricetta per un cliché perfetto:
Prendete 100 g di "bellezza incompresa", 200 g di concentrato di "Sindrome da crocerossina", mischiate il tutto con 50 g di "Miss-So-Tutto-Io". Infilate l'impasto in forno a 200 gradi per 35 minuti. Quando è pronto toglietelo fuori dal forno e aggiungete un pizzico di "Bella-intelligente-coraggiosa-generosa-smielata" e infine decorate con una dose abbondante di "ingenuità", mi raccomando non abbiate paura di abbondare con le dosi. Da consumare preferibilmente insieme a "di nobili origini ma di nobile cuore", potete accompagnare il tutto con "i soldi non sono importanti".
Il risultato finale è un perfetto cliché letterario, nel nostro caso conosciuto anche come "dottor India Jones".

Ma la cosa che mi ha scioccata è che a tutti è piaciuto tantissimo questo libro, che per me è al pari di Beautiful e de Il mondo di Patty, vi giuro, non ho trovato una sola recensione negativa! Ma sono l'unica ad essermi accorta di quanto fosse ridicolo e sempliciotto?! Piuttosto che leggere altri libri di questa saga mi metto a leggere gli Harmony.
Voto: 1/10

martedì 21 gennaio 2014

Recensione di "Promessi vampiri" di Beth Fantaskey

Questo libro lo avrò visto su internet per almeno tre mesi, tutti ne parlavano, molti lo stavano leggendo, ma a me più di tanto non ha mai interessato.
Ma quando ho deciso di partecipare alla Theme Reading Challenge e ho visto questo libro tra i libri consigliati, l'altro era I segreti di Coldtown che ho già letto e recensito qui, e mi sono decisa a leggerlo, magari mi sbagliavo e in realtà poteva trattarsi di un bel libro.
Il tema di questo mese sono i vampiri e per questo tema ho già letto, Promessi vampiri e Io amo un vampiro, la metà del libro A cena col vampiro, però non ho molte idee su cosa posso leggere in seguito.
Il problema è che ne ho letto molte di saghe sui vampiri, la Confraternita del pugnale nero, la saga di Twilight, Il diario del vampiro, La setta dei vampiri, Vampire Kisses, ect.
Perciò adesso non mi viene in mente che altro libro potrei leggere!
Ma tornando alla recensione, ecco la mia opinione su questo libro.
Titolo: Promessi vampiri
Autore: Beth Fantaskey
Pubblicato negli Usa nel 2009
Pubblicato in Italia nel 2010
Genere: urban fantasy
Casa editrice: Giunti Y
Lingua originale: inglese
Trama: Jessica Packwood ha diciassette anni, frequenta il liceo di una piccola cittadina statunitense, ha una passione per la matematica e manca poco tempo al suo diciottesimo compleanno. La sua vita procede in modo normale, relativamente normale dato che vive in una fattoria con dei genitori ambientalisti convinti e vegani, sino al giorno in cui a scuola non arriva Lucius Vladescu. Lui è un giovane ragazzo rumeno che quando le si presenta le dice, chiaro e tondo senza giri di parole, che lui è un vampiro di una famiglia regale, anche lei è un vampiro appartenente ad un'altra famiglia regale e che sono destinati a sposarsi il giorno del suo diciottesimo compleanno. 
Ma la reazione di Jessica non è quella che Lucius si aspettava, e la storia prenderà una piega inaspettata...
L'autore: Beth Fantaskey è un'autrice statunitense di young adult e urban fantasy. Il libro per cui è sicuramente più conosciuta è "Promessi vampiri" di cui ha scritto anche un seguito: "Promessi vampiri: The Dark Side"
Recensione: Premetto che a me di questo libro non ha fatto impazzire ne il titolo, una banale distorsione de "I promessi sposi", ne la copertina. A me non fanno impazzire le copertine con i protagonisti in bella mostra, sono poche quelle che fanno eccezione e sono delle copertine eccezionali come "Il confine di un attimo" e "Uno splendido disastro".
Di questa copertina non mi piace principalmente il fatto che sia statica, la posa di lui sembra molto forzata e quella di lei non ha molto senso, anche se dovrebbero ballare.
L'ambientazione è un cliché grande quanto una nave da crociera, infatti la maggior parte della storia si svolge in un *rullo di tamburi* liceo! Mai successo prima d'ora, vero?
La storia è ambientata ai giorni nostri e quest'ambientazione moderna stona molto con il comportamento ingessato di Lucius e degli altri vampiri, ma non solo anche degli abitanti della zona, che verso la fine si comportano come un branco di contadini superstiziosi ed impauriti, il che sarebbe stato perfetto se la storia si fosse svolta nell'ottocento, ma certi comportamenti nel ventunesimo secolo li trovo proprio assurdi.
Ma adesso veniamo a parlare della trama, la cosa che mi è piaciuta di più di questo libro è la reazione di Jessica alla rivelazione di Lucius, infatti non gli crede e gli da del pazzo, che è una reazione molto coerente e realistica.
Ma soprattutto ho trovato molto divertenti i battibecchi tra lei e lui e il comportamento di quest'ultimo nei confronti della "nuova cultura moderna" a cui non era per niente preparato, per non parlare delle lettere che Lucius scrive allo zio, sono la fine del mondo, se ci penso mi rotolo ancora dalle risate.
Lo stile dell'autrice è buono, il libro si legge velocemente e senza problemi, le descrizioni accurate ma senza diventare prolisse ed eccessive.
Una cosa che però mi ha fatto storcere il naso è proprio l'accostamento del comportamento dei personaggi un po' all'antica mentre il libro è ambientato in epoca contemporanea, con cellulari, tv, computer, film, ect.
Verso la seconda metà del libro Jessica si accorge di provare qualcosa per Lucius e vuole rimediare a ciò che ha fatto e detto, sembra un po' troppo remissiva quando chiede consiglio allo zio, il che non l'ho trovato molto coerente con il suo comportamento emancipato ed indipendente.
Un personaggio che non ho davvero sopportato è stato proprio quest'ultimo, lo zio di Jessica, con una personalità insignificante, incapace di prendere decisioni e poco serio, non mi è piaciuto per niente, un personaggio sgradevole, e cosa ancora peggiore Jessica si appoggiava a lui, lo aiutava, supportava, si fidava.
Un'altra cosa che invece mi è piaciuta, e mi ha anche fatta divertire molto, era il contrasto tra Lucius, reale, di vecchio stampo e vecchie tradizioni, e il giovane vicino di casa, per cui Jessica ha una cotta, dai modi semplici e schietti e di sicuro non è un luminare dell'etichetta.
Vi farò presto avere notizie sul seguito di questo libro, non appena riuscirò a trovarlo, anche se non sono sicura di riuscire a leggerlo per la fine di Gennaio, sperando che sia migliore del primo.
E devo anche scrivere la recensione di "A cena col vampiro" e "Io amo un vampiro" che si spera riuscirò a pubblicare entro questa settimana.
E con questo è tutto per il libro letto per la Reading Challenge a tema.
Voto: 6/10

venerdì 20 dicembre 2013

Recensione di "Tutto ciò che sappiamo dell'amore" di Colleen Hoover

Oggi esci per l'ultimo giro di compere natalizie, così chiusa questa parentesi potrò tornare ad immergermi nella lettura quanto più possibile, ho talmente tante recensioni arretrate che non saprei da dove iniziare.
So che dovrei pubblicare la recensione di "Cercando Alaska" ma dato che l'ultima volta ho pubblicato la recensione di "Le coincidenze dell'amore" di Colleen Hoover ho deciso di recensire anche un'altro libro di questa scrittrice che sta spopolando un po' ovunque. 
Ed è così che oggi vi parlerò del libro "Tutto ciò che sappiamo dell'amore" un altro romanzo rosa, a mio parere migliore dell'altro libro.
Titolo: Tutto ciò che sappiamo dell'amore
Autore: Colleen Hoover
Pubblicato negli USA nel 2013
Pubblicato in Italia nel 2013
Genere: young adult
Casa editrice: Rizzoli
Lingua originale: inglese
Trama: Lake si trasferisce con la madre e il fratellino in Michigan dopo la morte improvvisa del padre. Stringe subito amicizia con il giovane vicino di casa Will, che si prende cura del fratellino minore dopo che i genitori sono morti in un incidente. Purtroppo il primo giorno di scuola scopre che Will è uno dei suoi professori, e che quindi verrebbe licenziato se si i due si frequentassero. Ma Will fa scoprire a Lake un modo per sfogare il dolore per la perdita del padre attraverso la poesia. Ma i due non possono allontanarsi ne di certo dimenticarsi l'uno dell'altra specialmente perché si vedono spesso a scuola, così iniziano a comunicare attraverso la poesia.
L'autore: Colleen Hoover è una scrittrice statunitense. In quanto a biografia non si riesce a trovare molto neanche cercando nei siti americani. Ha scritto diversi libri, tutti young adult e romance. In Italia è stato pubblicato anche "Le coincidenze dell'amore", il romanzo che ho recensito la volta precedente.
Recensione: Questo libro mi è piaciuto di più rispetto all'altro, sarà per il fatto che trovo i personaggi più completi, la storia più interessante o anche le poesie che ci sono all'interno. Il metodo che i due protagonisti adottano per comunicare in classe attraverso la poesia l'ho trovato molto originale e carino. Lo stilo è scorrevole e la lettura procede veloce.
Non ci sono termini ricercati ne le poesie troppo elaborate, il lettore recepisce il messaggio e il significato delle poesie in modo chiaro e preciso. 
Lo stile della Hoover si vede bene nello svolgimento della trama, come aggiunge una storia secondaria che accompagna quella romantica, una storia che non definirei thriller ma più che altro ti fa arrovellare il cervello facendo mille congetture su quale possa essere la verità.
La cosa che però mi ha dato più fastidio è la fortuna che hanno i personaggi, sul serio io mi chiedo a volte se gli scrittori non ci provino gusto a far accadere qualche disgrazia ai loro personaggi, e se una va bene due vanno anche meglio, se poi ne aggiungiamo una terza e una quarto la trama raggiunge l'apice.
Il personaggio che mi è piaciuto di più in questo libro è Will, ha un carattere meraviglioso, davvero dolcissimo, determinato nelle sue scelte e molto affezionato al fratellino che vuole proteggere a tutti i costi, in seguito si affezionerà molto anche a Lake, non è stato difficile capire il perché ha fatto certe scelte. Invece ho avuto più difficoltà a capire la protagonista, in alcune parti del libro proprio non capivo dove volesse andare a parare, mi è sembrata un po' troppo confusionaria. Un'altro piccolo appunto: i nomi delle protagoniste, se nel precedente libro la protagonista era Sky (cielo) e in questo Lake (lago), che mi devo aspettare nel prossimo libro? Montagna? Nebbia? Tramonto? Non dico di usare sempre i nomi tradizionali come Mary, Anne, o quant'altro, ma in questi casi la fantasia supera il limite.
Voto: 8/10

lunedì 9 dicembre 2013

Recensione di "Colpa delle stelle" di John Green

Ho iniziato finalmente la caccia ai regali, ho comprato cartoline da spedire alla mia famiglia e un paio di pensierini, ma ho una lista così lunga di cose da fare che ogni volta che le do' un'occhiata mi sale l'ansia. 
Qui non nevica, io voglio la neve e il cielo è serene e limpido, in compenso c'è un sacco di vento che mi fa venire ancor meno voglia di uscire per il centro a cercare regali.
Era praticamente impossibile  leggere questo libro e non recensirlo. Premetto il post dicendo che questo scrittore mi piace molto, con questo libro poi mi ha conquistata e adesso sono alla ricerca di tutti i suoi libri (praticamente introvabili).
Ho ordinato da poco la versione in inglese, voglio vedere se mi sono persa qualcosa per colpa della traduzione.
Titolo: Colpa delle stelle
Autore: John Green
Pubblicato negli Usa nel 2012
Pubblicato in Italia nel
Casa editrice: Rizzoli
Genere: young adult
Lingua originale: inglese
Trama: Hazel ha solo sedici anni ma è già passata attraverso un miracolo, malata di cancro ai polmoni scampa alla morte per un pelo grazie ad un farmaco miracoloso. Ma anche se le cose sono migliorate non è così semplice perché anche se non si è ingrandito, il cancro c'è sempre, ed è costretta a respirare con l'aiuto delle bombole. Se questo non fosse già abbastanza, la madre la costringe a frequentare un gruppo di supporto, Hazel lo trova una noia pazzesca se non fosse per la presenza del suo unico amico nel gruppo Isaac. Ma un giorno nel gruppo arriva un nuovo ragazzo, Gus, sopravvissuto al cancro alle ossa grazie all'amputazione di una gamba. I due stringono amicizia quasi subito e sembra che dall'amicizia nasca qualcosa di più grande, ma il destino ha in serbo una strada diversa per loro.
L'autore: John Green è uno scrittore americano, nato nell'agosto del 1977. E' uno scrittore best seller secondo il New York Times. In Italia purtroppo i suoi libri sono difficili da trovare, e sebbene sia uno scrittore bravissimo viene pubblicizzato molto poco. Ha scritto anche Cercando Alaska, Teorema Katherine e Paper Towns. 
Recensione: Come non adorare sin dalle prime pagine la protagonista, Hazel, una ragazzina di sedici anni scampata per miracolo dalla morte imminente a causa del cancro grazie ad un farmaco sperimentale. Lei è forte, tenace, ha capito molte cose sulla vita, molto intelligente pensa in continuazione a tutte le cose importanti che ci capitano nell'arco della vita a cui però non diamo molto peso. Il libro è una profonda riflessione, sulla giovinezza, sulla malattia e su quello che ti toglie, sulla vita e sulla sua importanza, sull'amicizia, sulla famiglia e sull'amore. Questo libro è un libro a 360° perché non è solo una storia d'amore tra due ragazzini, parla anche del cancro, su quanto questa malattia pesi all'interno della famiglia e delle amicizie, sui rapporti tra genitori e figli, sul rapporto che ognuno ha con il proprio passato. Ci ho messo un po' a leggere questo libro perché dopo ogni capitolo mi sono dovuta fermare a riflettere, questo libro fa riflettere, mi ha trascinato all'interno della storia come un torrente in piena facendomi annegare tra le sue pagine. 
E' un libro spettacolare, coinvolge il lettore sin dalle prime pagine. Non credo che sia un libro per ragazzi, perché sono sicura che anche un adulto leggendolo riuscirebbe ad apprezzarlo.
Mi piace molto il modo in cui l'autore fa interagire i personaggi tra di loro, il rapporto tra le due famiglie, tra i due protagonisti e i loro amici. Ma soprattutto il rapporto tra e Hazel e Gus, le loro discussioni, il tempo che passano insieme, l'amore che provano l'uno per l'altro.
Impossibile non affezionarsi a questi personaggi perché John Green analizza ognuno di loro caratterizzandoli perfettamente.
Questo libro si legge velocemente, credo di essere l'unica ad aver avuto bisogno di una pausa dopo alcuni capitoli, non ero mai stata così pericolosamente vicina al pianto in vita mia per colpa di un libro.
Ho adorato il modo in cui Green ha creato una storia all'interno della storia, perché durante questo libro i protagonisti leggeranno e discuteranno di un altro libro e dello scrittore che lo ha scritto.
Tutto inventato dalla mente geniale dello scrittore.
Ma non voglio fare spoiler perché questa storia dentro la storia principale sarà molto importante per lo sviluppo della storia principale, okay, credo che adesso vi stia semplicemente confondendo le idee perciò chiudo qui.
Spero di avervi invogliato a leggerlo perché ne vale veramente la pena.
Voto: 10/10

lunedì 25 novembre 2013

Recensione di "Princess" di Lauren Kate

A suo tempo avevo provato a leggere Fallen di Lauren Kate ma non sono andata avanti con la serie, un po' perché non mi era piaciuto particolarmente e un po' perché non avevo niente che mi spingesse a continuare la saga, e questo è grave perché se io inizio una saga la finisco sempre, non per niente ho letto tutti i libri (e sì avete capito bene) scritti da Lisa J. Smith. Comunque questo libro mi aveva incuriosito subito, un po' perché in quel periodo venivano pubblicati solo urban fantasy ed ero un po' stanca di tutti quei vampiri e licantropi un po' perché non mi sarei mai aspettata che Lauren Kate dopo la saga di Fallen si mettesse a scrivere thriller. 
La cosa strana è che "Princess" è stato scritto prima della saga che la resa così famosa, ma si è parlato di questo libro solo diverso tempo dopo, probabilmente anche perché in Italia la sua pubblicazione è avvenuta ben due anni dopo quella americana.
Titolo: Princess
Autore: Lauren Kate
Pubblicato negli Usa nel 2009
Pubblicato in Italia nel 2011
Genere: young adult
Casa editrice: Rizzoli
Lingua originale: inglese
Trama: Natalie Hargrove è giovane, bella, intelligente e molto ambiziosa, ha un fidanzato ricco e vive nella parte giusta della città. Le manca solo una cosa, diventare la Principessa della Palmetto High School. E ora dopo tutti i suoi sforzi e quelli del ragazzo Mike stanno per dare i loro frutti non lascerà che niente metta a rischio il suo titolo, tanto meno Justin Balmer che mira al titolo di Principe. E quale situazione migliore di una festa per mettere in scena la propria vendetta? Peccato che il destino non sia dalla parte di Natalie.  
L'autore: Lauren Kate è una scrittrice statunitense diventata famosa in seguito alla sua saga best seller di Fallen. Nello stesso anno in cui è uscito appunto Fallen, il primo della saga, è anche uscito Princess ("The Betrayal of Natalie Hargrove" in lingua originale) un mese prima del celebre libro che l'ha resa tanto famosa. Ma mentre la saga di Fallen ha reso lei una scrittrice molto nota, "Princess" rimane una delle suo opere minori.
Recensione: Se devo essere sincere oltre a questo libro della stessa scrittrice ho letto soltanto Fallen e il primo capitolo di Torment, oltre questo non sono riuscita a procedere.
Non è da me non finire una saga ma con questa non c'è l'ho proprio fatta e questo libro l'ho letto per due ragioni principali, una mia amica me lo ha consigliato e secondo è un romanzo auto-conclusivo. A questa mia amica, come ad altre molte persone, era piaciuta molto la saga di Lauren Kate così quando in Italia è stato pubblicato "Princess" lo ha comprato. 
Questo libro non mi è piaciuto principalmente per due motivi, il primo è che ho trovato tutto quanto troppo sopra le righe e troppo stereotipato, il secondo invece è che la Kate voleva scrivere un thriller, ma non credo che ci si sia riuscita. Lo scopo di un romanzo thriller è quello di lasciare il lettore con il fiato sospeso mentre si scervella tirando a indovinare come andrà a finire, in questo libro manca la suspance, si capisce cosa è successo e il finale mi sembra un po' sconclusionato come non se non sapesse bene che fine far fare alla protagonista. La protagonista perfetta e grande arrampicatrice sociale che è disposta a tutto pur di ottenere quello che vuole è un cliché bello grande, credo che questo libro sia uno dei pochi dove ho davvero odiato la protagonista. Mentre ho apprezzato invece Mike il suo ragazzo, cresciuto in una famiglia dove l'apparenza è tutto, lui vorrebbe essere più semplice, infatti tutta questa storia dell'elezione della Principessa e del Principe la fa solo perché convinto dalla ragazza e dalla propria famiglia, lui ama davvero molto Nat e questo suo affetto si vede spesso durante il libro. 
Anche tutta la festa e i preparativi intorno a questa fantomatica elezione l'ho trovato un po' uno stereotipo dei balli americani, neanche in Inghilterra durante l'incoronazione di un nuovo re farebbero tutto questo casino.
La maggior parte dei personaggi mi sono stati subito antipatici ed è una cosa che rende la lettura del libro non proprio gradevole.
Anche la cover italiana, sebbene sia molto bella, non la trovo inerente al contenuto del libro dato che sembra la versione moderna di cappuccetto rosso, preferisco quella originale.
Arrivare alla fine del libro è stata una sofferenza, la trama e il finale erano molto scontati, l'unica cosa che mi ha convinto è stato lo stile, non mi dispiace il modo in cui si scrive, è molto scorrevole e se migliorasse il contenuto potrebbe anche piacermi come scrittrice.
Purtroppo molti sanno che un bel libro non si vede solo dallo stile ma anche dal contenuto.
Questo è il primo libro scritto da Lauren Kate perciò mi immagino che con i successivi romanzi sia migliorata, altrimenti non sarebbero diventati best seller.
Voto: 4/10

giovedì 21 novembre 2013

Recensione di "Poison Princess" di Kresley Cole

Ho letto questo libro pochi giorni dopo la sua uscita in Italia e mi piacevolmente stupito, perché anche se si tratta di un romanzo post-apocalittico che adesso va tanto di moda si distacca in un certo senso dagli altri libri dello stesso genere per diversi motivi. 
Ho quasi finito di leggere "I segreti di Coldtown" un libro che adesso sta spopolando e di cui ho già letto diverse recensioni, non credo che tarderò a postare anche la mia.
Ho già in mente il prossimo libro che leggerò, è già da un bel po' che mi aspetta sul comodino pronto ad essere letto, si tratta di "Colpa delle stelle" di John Green, un'altro libro molto popolare ultimamente e che mi è stato consigliato da tantissime persone.
Se riesco a trovarlo ho intenzione di leggere anche "Cercando Alaska" dello stesso autore, non solo perché adoro le cover che hanno scelto per questi libri ma anche perché la trama è molto accattivante.
Ultimamente purtroppo ho più libri da leggere e da recensire che tempo per fare queste due cose, perciò anche se riesco a pubblicare qualche recensione le mie letture stanno andando un po' a rilento tra le lezioni e il lavoro part-time.
Bando alle chiacchiere diamo inizio a questa nuova recensione.
Titolo: Poison Princess
Autore: Kresley Cole
Pubblicato negli Usa nel 2012
Pubblicato in Italia nell'aprile 2013
Casa editrice: leggereditore
Genere: post-apocalittico
Lingua originale: inglese
Trama: Evie Greene soffre di allucinazioni e per questo durante l'estate è stata rinchiusa in un centro per malati mentali, ma adesso è tornata  a scuola convinta che le allucinazioni sulla fine del mondo siano finite. Ma non è così e continua a disegnare le sue visioni su un album. Nella sua scuola lei è la più popolare e la più stimata di tutti, ma un giorno grazie alla costruzione del ponte che collega la parte ricca della città a quella povera arrivano a scuola dei nuovi ragazzi, che sembrano venuti da un'altra realtà, vestono di nero, guidano le moto e attaccano briga con tutti. Quando un giorno le sue visioni si rivelano essere vere e l'umanità sembra essere spacciata, Evie deve decidere se fare squadra con Jack Deveaux proveniente dalla parte povera della città e anche uno dei pochi sopravvissuti. Insieme dovranno cercare delle risposte perché in realtà Evie è molto più potente di quel sembra e le sue visioni vogliono solo mostrarle qual è la sua missione in questo nuovo mondo. 
L'autore: Kresley Cole è un'autrice statunitense già famosa per una serie best seller paranormal romance, The immortals. Ha esordito nel 2003 con la pubblicazione del suo primo romanzo Dark Forever, da allora sono stati pubblicati altri tredici libri per questa saga, ha scritto altre due saghe, The Sutherland Brothers e la trilogia di MacCarrick Brothers. Con questo libro inaugura l'inizio della sua nuova saga The Arcana Chronicles. Ma la Cole non è sempre stata una scrittrice di grande successo, infatti prima è stata un'atleta e poi una coach. Ha viaggiato molto e durante questi viaggi ha accumulato le informazioni necessarie per scrivere i suoi romanzi.
Recensione: Premetto dicendo che questo è il primo libro in assoluto che leggo della Cole, sapevo che aveva scritto diversi libri ma non so per quale motivo non mi sono mai decisa a leggerli. Ma dopo aver letto questo libro capisco benissimo il perché di questo suo grande successo.
Infatti è una scrittrice davvero brava, mi piace molto il suo stile, ricco di descrizioni ma senza esagerare, permette al lettore di immedesimarsi nella protagonista e di seguire la storia con estremo interesse. La trama di per se è già molto interessante, non è il classico romanzo post-apocalittico ma c'è anche un pizzico di magia e di paranormale. La lotta del bene e del male per decidere chi governerà sul prossimo mondo.
I personaggi poi sono semplicemente fantastici, Kresley Cole riesce a creare ogni singolo personaggio con estrema cura alla personalità. 
La protagonista, Evie Greene, ha una storia alle spalle semplicemente perfetta, non nel senso che abbia avuto una vita semplice perché non è così ma intendo dire che la scrittrice riesce a raccontare la sua storia, dandoci importanti informazioni su di lei, sin dalle prime pagine intrappolando sempre di più il lettore pagina dopo pagina. 
Ho divorato questo libro nell'arco di due giorni. E per fortuna che l'ho letto durante il fine settimana perché altrimenti mi sarei messa di nascosto a leggerlo durante le lezioni.
Il protagonista maschile, Jack Deveaux, invece è l'opposto della protagonista. Ha sempre avuto una vita difficile ma riesce sempre ad essere se stesso e spontaneo in ogni situazione, mentre invece lei è spesso costretta a mantenere dei segreti su di se, lui è uno scapestrato, il classico cattivo ragazzo, ma senza il suo aiuto la nostra protagonista sarebbe persa.
Durante la loro avventura devono viaggiare attraverso gran parte dell'America, sfuggire a innumerevoli pericoli tra cui l'esercito e i mostri, devono sopravvivere alla mancanza di acqua e di cibo, perché dopo l'apocalisse il terreno è diventato sterile e l'acqua si è prosciugata.
La storia viene raccontata in prima persona da due differenti punti di vista, il primo è quello di un ragazzo un po' fuori di testa che ascolta Evie raccontare la sua storia diverso tempo dopo l'apocalisse, il secondo invece è proprio quello della protagonista che racconta la sua vita prima e dopo l'apocalisse.
Questi due punti di vista si intrecciano in continuazione sino a creare una storia sorprendente e sino ad arrivare ad un finale fantastico.
Non voglio scrivere troppo ma sinceramente passerei altre due ore a scrivervi riguardo a questo libro, perché è un libro molto bello, è un'ottima lettura, e non la smetterei mai di parlarne.
Forse esagero dicendo che non ho trovato niente da ridire su questo libro ma è così che la penso. L'unica pecca forse è che Jack cade nello stereotipo del cattivo ragazzo, ma sinceramente il suo personaggio è perfetto così per la storia.
E' un libro di cui aspetto con ansia il seguito e che consiglio caldamente di leggere!
Voto: 10/10
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